Harmonia
Il tema dell’edizione 2026 di MITO SettembreMusica è Harmonia: una parola simbolica, diretta e apparentemente naturale per un festival di musica, ma che racchiude in sé molteplici sfaccettature e richiami profondi. La domanda che mi ha accompagnata è solo in apparenza semplice: come tenere insieme differenze reali – di città, di pubblici, di repertori, di luoghi, di generazioni – senza cancellarne l’individualità. In un tempo segnato da fratture e polarizzazioni, l’armonia mi sembra uno dei valori più necessari, e forse anche uno dei più fraintesi. In musica, infatti, l’armonia non è assenza di tensione: è relazione tra voci diverse, è equilibrio costruito attraverso ascolto, attrito, movimento. La dea Harmonia nasce dall’unione di Ares e Afrodite, divinità della guerra e dell’amore. L’armonia, dunque, non è eliminare il conflitto, ma trasformarlo in possibilità di ascolto.
Questo è il tema che percorre la scelta degli artisti e dei programmi. Ho immaginato un’edizione in cui tradizione e contemporaneità potessero dialogare in modo autentico, dalla musica antica a quella dei nostri giorni. Accanto a interpreti e orchestre di grande prestigio –Simone Young, che inaugura il festival con il War Requiem e l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, Riccardo Chailly con la Filarmonica della Scala, Michele Mariotti con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, William Christie con Les Arts Florissants, Jakub Hrůša coni Bamberger Symphoniker, Il Pomo d’Oro, l’Orchestra I Pomeriggi Musicali di Milano, solo per citarne alcuni – ho invitato giovani ensemble italiani e stranieri di straordinaria vitalità: artistiche forse il pubblico non conosce ancora, ma che portano con sé un’energia, una libertà e una qualità musicale capaci di lasciare un segno fin dal primo ascolto. E accanto alla tradizione, la musica del presente: il festival ospita KAOS di Paola Prestini, compositrice italiana tra le più originali della scena contemporanea, un brano commissionato appositamente per questa edizione.
Ci sarà poi un concerto speciale dedicato ai giovani dei Conservatori di Milano e Torino, diretto e offerto da me alle due città, che vuole essere un momento importante per la crescita delle generazioni future. Inoltre il cartellone è caratterizzato da due anniversari significativi. Il 2026 segna i cinquant’anni dalla morte di Benjamin Britten, uno dei compositori più importanti del XX secolo: il festival si apre con il War Requiem, monumentale capolavoro pacifista scritto nel1962 e ancora attualissimo, e la sua musica risuona anche in altri momenti del programma, sinfonico e cameristico. Con l’integrale dei quartetti per archi di Beethoven, affidata al Quartetto d’archi del Teatro alla Scala, guardiamo già al bicentenario della morte del grande compositore che si celebrerà nel 2027,in un progetto che si dispiega tra questa e la prossima edizione. Un percorso lungo, paziente, costruito nel tempo.
MITO ha sempre creduto che la musica classica non abbia bisogno di essere semplificata per parlare a tutti: ha bisogno di essere condivisa con autenticità, profondità e apertura. È una visione in cui mi riconosco molto. E sono felice di poterla accompagnare, oggi, per la prima volta in qualità di direttrice artistica, insieme a questo festival, e condividerla con tutti voi.
Speranza Scappucci
Direttrice Artistica