Luci. Le relazioni tra la musica e la luce,
tra l’ascoltare e il vedere.

Il cartellone di MITO SettembreMusica quest’anno esplora in modo immaginifico le relazioni tra la musica e la luce, tra l’ascoltare e il vedere. Sono relazioni talvolta rese esplicite dai compositori – indicazioni come chiaro oppure scuro o luminoso sono presenti su molte partiture, nate in epoche e luoghi diversi; in altre occasioni sono invece il frutto di riflessioni esterne, che si sviluppano durante l’ascolto.

Quello che accomuna tutti i momenti di incontro, di sinestesia tra il suono e le immagini, è però il valore aggiunto, la diversa disposizione d’animo con la quale ci poniamo all’ascolto della musica (e, prima ancora, quella con la quale la affrontano gli interpreti). Pensare alle diverse luci nascoste nei brani in programma, cioè, diventa un modo per suonare e cantare con diversa consapevolezza, offrendo al pubblico una nuova esperienza d’ascolto.

L’idea, il gioco della luce è applicato a un cartellone che, volutamente, propone molti capolavori, pagine fondamentali, capisaldi della musica classica. Perché, soprattutto in un periodo complicato e drammatico come quello che stiamo attraversando, ci sembra bello e importante fare una sorta di appello ai brani che hanno segnato la storia, invitandoli metaforicamente ad essere con noi, a manifestarsi in sala da concerto come punti fermi, appigli culturali. E proprio per questo il fatto di illuminarli, di colorarli con intenzioni interpretative nuove, di collocarli in programmi concepiti ad hoc, spesso arricchiti da brani in prima esecuzione assoluta o italiana, diventa un gesto chiaro, netto, che caratterizza l’intera programmazione del festival.

Il tema della luce è applicato a un cartellone che, volutamente, propone molti capolavori, pagine fondamentali, capisaldi della musica classica.

L’idea di offrire al pubblico una ricognizione intensa delle pagine fondamentali della storia della musica viene esplicitata anche nel progetto speciale dedicato al quartetto d’archi, con la complicità di una formazione residente (una novità per il festival) e nei concerti distribuiti tra i quartieri non centrali delle due città: all’interno di MITO 2022 esiste infatti una sorta di "festival nel festival" con 14 pianisti tra i principali del panorama nazionale che propongono, in modo monografico, le pagine per loro più significative dei maggiori autori pianistici della storia. Ogni concerto riporta l’idea programmatica nel titolo stesso (“Il pianoforte di Beethoven”, “Il pianoforte di Chopin”...) e consente dunque un affondo nella poetica, nello stile, persino nella tecnica pianistica di un grande autore.

Un "festival nel festival" con 14 pianisti tra i principali del panorama nazionale che propongono, in modo monografico, le pagine per loro più significative dei maggiori autori pianistici della storia.

Una luce nuova investe poi i concerti tradizionalmente destinati ai bambini e alle famiglie: in programma per i bimbi a partire dai 6 anni ci sono produzioni in grande stile, ospitate nel cartellone pomeridiano, con tre capolavori della letteratura musicale per l’infanzia – Pierino e il lupo, Babar e Il carnevale degli animali – eseguiti insieme a tre partiture fresche d’inchiostro, due delle quali appositamente commissionate. Per i bambini più piccoli, da 0 a 5 anni, viene offerta invece la possibilità di vivere un’esperienza di immersione nella musica grazie al progetto MUSA e ai musicisti che li coinvolgeranno in un vero e proprio risveglio musicale.

In un momento difficile come quello che il mondo sta attraversando ci piace pensare che l’energia e la bellezza della musica possano fare la loro parte, riverberandosi nei cuori, nelle anime. E per questo, immaginando quanto sarà bello ritrovarci ancora una volta in sala da concerto, non vediamo l’ora di avervi con noi.


Nicola Campogrande

Nicola Campogrande
Direttore artistico