Orfeo e i miti in musica
45.000 anni fa abbiamo iniziato a raccontare storie e non abbiamo mai smesso. Nemmeno nella più recente antichità le definizioni bastavano a spiegare il mondo: per questo il mito è sempre stato il genere prediletto di chi voleva insegnare qualcosa, storie in cui gli dèi e gli uomini mettevano in scena ciò che altrimenti sarebbe rimasto astratto. Non è un caso, allora, che il festival intitolato a Harmonia, figlia di Ares e Afrodite, nata dall'incontro degli opposti, attraversi tutta la sua ventesima edizione seguendo il filo dei racconti messi in musica.
Al centro di questo tema c'è la figura che più di ogni altra tiene insieme musica e racconto: Orfeo, il cantore capace di ammansire le fiere e di commuovere perfino i signori degli Inferi. È il protagonista del mito fondativo della musica, l'immagine di ciò che il canto può fare quando diventa più forte della morte. A dargli voce è uno dei grandi appuntamenti barocchi del cartellone: William Christie porta Les Arts Florissants e i giovani cantanti del Jardin des Voix in un dittico tutto di Marc-Antoine Charpentier, Les Arts Florissants e La descente d'Orphée aux Enfers, il barocco francese nel suo splendore più raffinato.
La "descente" è, alla lettera, la storia di un musicista che scende negli Inferi e usa la sua arte come unico strumento di trattativa. Ma è l'altro brano a chiudere il cerchio del mito. Les Arts Florissants è la piccola idylle da cui l'ensemble di Christie ha preso il nome e mette in scena un piccolo racconto allegorico nel quale Musica, Pace e Discordia sono personificate.
A Milano il 10 Settembre 2026, ore 20 - Teatro dal Verme
A Torino, il 9 Settembre 2026, ore 20 - Auditorium Giovanni Agnelli, Lingotto
Dal mito greco si passa alla fiaba moderna. Con L'Histoire du soldat di Igor Stravinskij, portata in scena dall'Ensemble Prometeo con la voce recitante di Mario Incudine, la musica si fa teatro da leggere, suonare e danzare. La storia è quella di un soldato che baratta il proprio violino, simbolo della propria anima, con il diavolo in cambio di un libro che predice il futuro: una favola popolare dal gusto faustiano, in cui lo strumento musicale torna a essere, come per Orfeo, la vera posta in gioco. Nel ritmo tagliente e ironico di un teatro "povero" del Novecento, il narratore guida lo spettatore attraverso l'affastellarsi delle vicende.
A Torino, il 13 settembre 2026, ore 20 - Piccolo Regio Giacomo Puccini
C'è infine la fiaba nella sua forma più limpida, quella pensata anche per i più piccoli. L'usignolo di Andersen, con l'Orchestra I Piccoli Pomeriggi Musicali di Milano, mette in musica il celebre racconto dell'imperatore che preferisce un usignolo meccanico tempestato di gemme al canto dell'uccellino vero, salvo scoprire, in punto di morte, che solo la voce autentica ha il potere di richiamarlo alla vita. Sotto la superficie della storia per bambini c'è una domanda che riguarda ogni ascoltatore: cosa distingue l'arte viva dalla sua imitazione perfetta? E sappiamo quanto conti porsi questa domanda nell'era dell'Intelligenza Artificiale generativa.
A Milano, il 19 settembre, ore 15:30 - Teatro Bruno Munari. Replica alle 18.
A Torino, il 20 settembre, ore 15:30 - Casa Teatro Ragazzi e Giovani. Replica alle ore 18.
Tre opere lontane per epoca, lingua e stile che pure raccontano tutte, sotto sotto, la stessa cosa: la musica che parla di sé, del proprio potere di incantare, di consolare, di ingannare o di salvare.
da farti sentire e da farti sapere