Due giornate tra Bach, Berio, Beatles e una nuova commissione a Marcello Filotei

Milano
/ 10 Settembre 2025

Il pianista Davide Cabassi intreccia Bach e Berio giovanili

Filotei per il suo nuovo concerto per violoncello dedicato a Michele Marco Rossi parte da un piccolo valzer e gli aggiunge temi dagli inni nazionali di Ucraina, Russia, Stati Uniti e Unione Europea insieme alla Sequenza di Berio

Holst Sinfonietta presenta un banchetto musicale in quattro portate, che accosta pagine di Berio, Bach e quattro canzoni dei Beatles

 

MITO SettembreMusica prosegue a Milano, giovedì 11 e venerdì 12 settembre, con una due giorni concentrata soprattutto sul perimetro tematico “Berio o delle avanguardie”.

Giovedì 11 settembre si comincia al mattino (ore 11) e poi replica alle ore 16 in un luogo di grande fascino e cioè la Sala della Balla del Castello Sforzesco (Museo degli strumenti musicali) che diventa uno scrigno musicale per ospitare il pianista Davide Cabassi, impegnato nel confronto tra due suite giovanili – il Capriccio sulla lontananza del suo fratello dilettissimo di Bach e la Petite Suite di Berio – seguite poi da una coppia di preludi e fughe (dal primo e secondo volume del Clavicembalo ben temperato di Bach) divisa dal lirico Wasserklavier dai Six Encores di Berio. È un gioco di specchi e rimandi: da un lato Bach, che nel 1704 compone una pagina dal carattere narrativo e affettuoso, unica nel suo catalogo; dall’altro il giovane Berio che, nel 1947 mentre era studente del Conservatorio di Milano, costruisce una suite ironica e parodistica, già aperta a suggestioni stravinskiane e debussyane.

La sera, alle ore 20 al Teatro Dal Verme, debutta una delle commissioni 2025: In tempore belli del compositore romano Marcello Filotei, concerto per violoncello e orchestra scritto per Michele Marco Rossi in scena con l’Orchestra Filarmonica di Torino diretta da Alessandro Bonato. Il brano riflette sul nostro tempo di conflitti. «Mentre in tutto il mondo scoppiano guerre, nei luoghi privilegiati, come quelli in cui viviamo, restiamo indifferenti a queste tragedie».scrive l’autore –, intrecciando citazioni musicali (dal valzer cajkovskiano agli inni nazionali di Ucraina, Russia, USA ed Europa) e richiami alla Sequenza di Berio, in una drammaturgia sonora che oppone leggerezza e tragedia, gioco e lamento. A seguire, il Notturno di Luciano Berio nella versione per orchestra d’archi: pagina sospesa, fatta di figure frammentarie, echi e silenzi, ispirata a un verso di Paul Celan, dove il suono sembra farsi voce taciuta.

Venerdì 12 settembre invece si comincia alle ore 18,nelle suggestive Gallerie d’Italia – Piazza Scala, con un concerto realizzato in collaborazione con Intesa SanPaolo del fisarmonicista di fama internazionale Samuele Telari, impegnato nelle celebri Variazioni Goldberg di Bach. Le 30 variazioni, tradizionalmente affidate a clavicembalo o pianoforte, diventano su fisarmonica un caleidoscopio timbrico inatteso, capace di unire rigore contrappuntistico e calore popolare. Telari, interprete applaudito da Wigmore Hall a Concertgebouw, è noto per la sua capacità di espandere il repertorio dello strumento e di renderlo protagonista anche nel grande repertorio classico.

La sera, alle ore 20 al Dal Verme, arriva una delle proposte più singolari del festival: la Holst Sinfonietta diretta da Klaus Simon, con il soprano Leonor Pereira Pinto, in un programma intitolato BachBerioBeatles. Una sorta di banchetto musicale in quattro portate, come lo ha definito lo stesso Simon, che accosta pagine giovanili e ironiche di Berio (Musica leggera, Psy, l’arrangiamento di Purcell), due arie di Bach incastonate accanto al celebre O King beriano, gli arrangiamenti di quattro canzoni dei Beatles (Michelle, Ticket to Ride, Yesterday) e, come dessert, le celebri Folk Songs. Ne risulta un viaggio attraverso epoche e linguaggi, che mostra Berio nella sua veste più sperimentale e al tempo stesso più comunicativa, capace di fondere cultura alta e popolare, tradizione e avanguardia.

Giovedì 11 e venerdì 12 settembre, al Teatro Dal Verme alle ore 13, prosegue Milano MITO d’Europa: ogni giorno feriale un capitolo di “storia tascabile” del concerto per pianoforte, dal classicismo di Haydn e poi Beethoven fino alle inquietudini novecentesche di Prokof’ev e Rachmaninov. Giovedì Diego Petrella e Yevgeni Galanov saranno impegnati nella versione per due pianoforti del Concerto n. 1 di Liszt, trasformando l’orchestra in un secondo strumento a tastiera e restituendo tutta l’energia virtuosistica del capolavoro romantico mentre venerdì Volha Karmyzava e Yevgeni Galanov affrontano un monumento del repertorio romantico: il Concerto n. 1 in re minore di Brahms. Una sfida che permette di cogliere con nitidezza la costruzione architettonica di un lavoro che unisce pathos beethoveniano e sensibilità lirica. La rassegna Milano MITO d’Europa desidera mostrare come, nel tempo, il concerto per pianoforte e orchestra sia stato non solo veicolo di virtuosismo ma anche specchio delle trasformazioni culturali e sociali. I giovani pianisti coinvolti, allievi della scuola di Davide Cabassi, si stanno affermando come interpreti di rilievo e trovano qui un palcoscenico che unisce prestigio e sperimentazione.

Michele Marco Rossi
Michele Marco Rossi
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