Mozart per i bambini e i Quartetti di Šostakovič

Milano
/ 4 September 2025

A Milano la vita dei piccoli Amadé e Nannerl Mozart diventa uno spettacolo per bambini che parla di rivoluzione

Parte l’integrale dei Quartetti di Šostakovič

 

Fine settimana tra Mozart e Šostakovic per MITO SettembreMusica “Rivoluzioni” a Milano: il 6 e 7 settembre due giornate che possono coinvolgere pubblici di tutte le età. Da un lato lo spettacolo pensato per i più piccoli, Una vita in musica: Amadé e Nannerl, che porta in scena l’infanzia e i destini incrociati dei fratelli Mozart. Dall’altro l’avvio dell’integrale dei quindici quartetti di Dmitrij Šostakovič (suddivisi in sei appuntamenti tra le due città), affidata all’Eliot Quartett, giovane formazione di Francoforte che il festival ha scelto come interprete d’eccezione di uno dei cicli cameristici più affascinanti e complessi del Novecento. Questi concerti rientrano in due dei quattro perimetri tematici del festival disegnato da Giorgio Battistelli per il 2025, “Ascoltare con gli occhi” e “Mitja e gli altri”.

Si comincia sabato 6 settembre alle ore 16 al Teatro Bruno Munari dove va in scena Una vita in musica: Amadé e Nannerl, favola che unisce teatro e musica per raccontare il talento straordinario dei due fratelli Mozart. In scena, Mirjam Schiavello e Pasquale Buonarota – quest’ultimo anche autore della drammaturgia con la collaborazione di Eleonora Frida Mino – guidano i piccoli spettatori in un percorso che alterna gioco, ironia e riflessione, con la regia di Emiliano Bronzino e la drammaturgia musicale di Marcello Bufalini. Sul palcoscenico l’Orchestra formata dagli studenti dei Conservatori di Milano e Torino, diretti da Emanuele Marino, dà voce alle pagine di Wolfgang Amadeus Mozart, dall’“Allegro” della Sinfonia K73 alle Contraddanze, fino a estratti dalla Sinfonia K550. Lo spettacolo nasce dalla convinzione che la “rivoluzione” mozartiana non sia stata soltanto musicale, ma anche esistenziale: Mozart come artista libero, capace di emanciparsi dalle regole del mecenatismo per scrivere musica “per sé e per il pubblico”. In questa narrazione, Nannerl emerge come figura decisiva e spesso dimenticata: bambina prodigio, clavicembalista applaudita in tutta Europa, che con la sua sensibilità e intelligenza contribuì alla formazione del fratello, lasciando un’impronta silenziosa ma indelebile nella sua arte. “Una rivoluzione si può fare anche in pizzo leggero”, afferma Nannerl nello spettacolo, rivendicando il proprio ruolo nella formazione del fratello.

Sempre sabato 6 settembre, alle ore 20 al Piccolo Teatro Grassi, si apre una delle sfide più ambiziose di MITO 2025: l’esecuzione integrale dei quindici quartetti per archi di Dmitrij Šostakovič, a cinquant’anni dalla morte del compositore. L’Eliot Quartett – Maryana Osipova e Alexander Sachs violini, Dmitry Hahalin viola, Michael Preuß violoncello – propone le prime tre tappe delle sei previste tra Milano e Torino. In programma il Quartetto n. 1 in do maggiore “Primavera” che segna l’esordio cameristico di Šostakovič, ancora intriso di leggerezza, melodie cantabili e una gioiosa vitalità; con il Quartetto n. 10, scritto nel 1964, il linguaggio si fa più asciutto e allusivo, punteggiato da tensioni sottili e ironie sotterranee; il Quartetto n. 15, ultimo della serie, si staglia invece come un commiato visionario: sei movimenti lenti che condensano lutto, memoria e distacco in un’atmosfera quasi funebre. Tre pagine, per questo primo appuntamento della serie, che restituiscono in sintesi la parabola espressiva di un compositore capace di trasformare la forma quartettistica in un diario intimo e insieme universale.

Domenica 7 settembre al Piccolo Teatro Grassi l’Eliot Quartett prosegue la maratona dedicata al compositore sovietico con due ulteriori concerti. Alle ore 16 si ascolteranno il Quartetto n. 14 in fa diesis maggiore, essenziale e lirico, e il Quartetto n. 2 in la maggiore, tra i più ampi e articolati, intriso di richiami alla tradizione popolare e di una struttura che si avvicina al sinfonismo. In serata, alle ore 20, spazio al Quartetto n. 12 in re bemolle maggiore, con il suo uso radicale del cromatismo, e al Quartetto n. 3 in fa maggiore, composto nel 1946: un’opera che riflette le ferite ancora aperte della guerra mescolando pathos bellico e intimità dolorosa.

Eliot Quartett © Kaupo Kikkas
Eliot Quartett © Kaupo Kikkas
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