Donne che suonano, dirigono, scrivono

Milano & Torino
/ 1 July 2025

Le etichette, diciamocelo, possono essere limitanti, soprattutto quando pretendono di isolare ciò che è già parte della realtà. La voce, il corpo e il gesto delle donne sono protagonisti della scena contemporanea come elementi attivi, autonomi e conseguentemente fondanti. Non eccezioni, ma presenza piena dell’ordine – e del disordine – musicale di oggi.


Un modo di “stare nel suono”

Tra le  presenze emblematiche dell’edizione del festival di quest’anno, Clara Iannotta, compositrice romana, si afferma come una delle voci più autorevoli della scena musicale contemporanea. La sua musica lavora il suono come materia viva, trattando suoni e rumori come elementi equivalenti, in un processo che li riconduce alla loro origine fisica e percettiva, come se volesse “radicarli” alla terra. Il suono – fragile, instabile, organico – si fa corpo in continua trasformazione, popolato di creature acustiche misteriose ed evocative.

In programma il 17 settembre con il Quartetto Maurice, Earthing – Dead Wasps (Obituary), opera che le è valsa il Premio Franco Abbiati nel 2021, offre un’esperienza d’ascolto radicale: un’immersione nell’avanguardia, ripensata con lucidità poetica e forza visionaria.


Voci da un presente lontano

Tra le presenze più magnetiche di MITO 2025 c’è Varijashree Venugopal, cantante e flautista indiana capace di trasformare la tradizione carnatica – la musica classica dell’India del Sud, basata su raffinati sistemi melodici (raga) e ritmici (tala) – in un linguaggio personale e visionario, dove improvvisazione, melismi e ritmo si intrecciano con sorprendente libertà. La sua partecipazione al festival è un segnale inequivocabile: la rivoluzione dell’ascolto passa anche dal decentramento culturale, dalla pluralità degli idiomi, dei gesti e delle prospettive.

È proprio questa pluralità a guidare The Book of Women | Strī Parvam, nuova creazione di Riccardo Nova in prima italiana: un affresco sonoro e spirituale che attraversa epoche e latitudini per esplorare le molteplici forme del potere del femminile. Ispirato al Mahābhārata e ai repertori devozionali mariani del Medioevo europeo, il progetto riunisce sul palco la voce carnatica di Venugopal, l’ensemble contemporaneo Ictus, il gruppo vocale di musica antica Irini Ensemble diretto da Lila Hajosi, strumenti storici e moderni, elettronica e regia del suono a cura di Alex Fostier.

Un evento immersivo che intreccia sacro e profano, Oriente e Occidente, dando corpo a un rito narrativo e musicale in cui la voce delle donne è forza generativa.


Abitare lo spazio 

La rivoluzione è anche nella direzione d’orchestra, nei collettivi, nelle formazioni corali. Senza proclami, MITO 2025 mostra un campo musicale decentrato, in cui la pluralità di corpi, di conduzioni, di linguaggi è la norma. C’è ascolto tra chi scrive, chi interpreta e chi riceve. Il punto non è fare spazio ad altro. È riconoscere che lo spazio è già stato preso, da chi ha saputo reinventare strumenti, partiture, modi di abitare la scena.

Non si tratta di aggiungere quote rosa ad un cartellone, ma un modo di trasformare il modo di pensare alla progettazione culturale.


 

Lila Hajosi, tutti i diritti riservati.
Lila Hajosi, tutti i diritti riservati.
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