Weekend tra musica corale sacra, arie da camera e uno sguardo sempre verso Šostakovič
Il Coro sinfonico di Milano omaggia Palestrina le 500° della nascita
Manuel Zurria al flauto e Oscar Pizzo al pianoforte in un viaggio musicale dal titolo “Mimino” nel mondo di due compositori sovietici
Il baritono Bruno Taddia accosta Tosti e Webern, Donizetti e Mahler
Due giornate con appuntamenti molto vari attendono il pubblico di MITO SettembreMusica 2025 a Milano nel weekend di sabato 13 e domenica 14 settembre. In cartellone musica sacra antica e contemporanea, capolavori pianistici e cameristici, un viaggio nelle atmosfere sospese di Kancheli e Silvestrov, un recital che mette a confronto due mondi opposti, quello popolare e lirico di Tosti e Donizetti e quello rarefatto di Webern e Mahler. Un mosaico che riflette perfettamente lo spirito del festival, chiamato quest’anno a declinare il tema “Rivoluzioni” nei suoi molteplici sensi, estetici, spirituali e storici.
Sabato 13 settembre la giornata si apre alle ore 11 alla Chiesa di San Giovanni Battista alla Creta con il Coro Sinfonico di Milano diretto da Massimo Fiocchi Malaspina, impegnato in un omaggio a Giovanni Pierluigi da Palestrina nel cinquecentenario della nascita. In programma il mottetto Laudate Dominum e la Missa Laudate Dominum a doppio coro: vertici della polifonia rinascimentale, esempi di equilibrio e trasparenza sonora. Il percorso corale riprende alle ore 16 nella Chiesa di San Cipriano, con una scelta di pagine romantiche e tardo-romantiche affidate ancora al Coro Sinfonico di Milano. Dal lirismo intimo dei brani di Brahms e di Mendelssohn alla coralità di Schumann, emerge un Ottocento profondamente radicato nella coralità protestante ma aperto alle spiritualità individuali. Alle 20 nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, lo stesso coro interpreta tre pagine emblematiche del Novecento sacro: le Six Chansons di Hindemith, l’intenso Agnus Dei di Barber, trascrizione corale dell’Adagio per archi, e il contemplativo Magnificat di Pärt, icona della spiritualità minimalista.
In serata, alle 20 al Teatro Dal Verme, arriva Mimino, viaggio musicale tra Giya Kancheli e Valentin Silvestrov ideato da Manuel Zurria (flauti) e Oscar Pizzo (pianoforte), arricchito da proiezioni video. Le Miniature di Kancheli e le liriche di Silvestrov (Melodies of the Moments) restituiscono la forza di una melodia che resiste ai rigori del formalismo, aprendo spazi di intimità e nostalgia. Come scrisse Luigi Nono, la musica di Kancheli nasce da “canti di lotta” e da memorie popolari, mentre quella di Silvestrov si presenta come “postludio” di una civiltà in trasformazione. Il concerto diventa così meditazione sul tempo, sulla fragilità e sulla resilienza della bellezza.
Domenica 14 settembre, alle ore 20, al Teatro della Quattordicesima, il baritono Bruno Taddia e il pianista Andrea Corazzieri presentano Rivoluzioni, recital che mette in scena un confronto sorprendente: Francesco Paolo Tosti e Gaetano Donizetti accanto ad Anton Webern e Gustav Mahler. Il percorso alterna i Lieder aforistici di Webern, su testi di Stefan George, alle celebri romanze di Tosti – da Marechiare a ‘A Vucchella – e alle melodie di Donizetti. È un dialogo tra due mondi: la ricerca estrema di concentrazione e astrazione del Novecento e la comunicatività diretta, popolare, cantabile della tradizione italiana. A suggellare il contrasto, i canti malinconici e vasti di Mahler, che assorbono la tradizione liederistica e la proiettano verso l’infinito.
Sabato 13 settembre, al Teatro Dal Verme alle ore 13, prosegue Milano MITO d’Europa: ogni giorno feriale un capitolo di “storia tascabile” del concerto per pianoforte, dal classicismo di Haydn e poi Beethoven fino alle inquietudini novecentesche di Prokof’ev e Rachmaninov. Lucia Zavagna e Yevgeni Galanov saranno impegnati nella versione per due pianoforti del Concerto in sol maggiore di Ravel. La rassegna Milano MITO d’Europa desidera mostrare come, nel tempo, il concerto per pianoforte e orchestra sia stato non solo veicolo di virtuosismo ma anche specchio delle trasformazioni culturali e sociali. I giovani pianisti coinvolti, allievi della scuola di Davide Cabassi, si stanno affermando come interpreti di rilievo e trovano qui un palcoscenico che unisce prestigio e sperimentazione.
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