Tre donne nei concerti che aprono l’ultima settimana di festival
Il duo violino e pianoforte composto dalle vincitrici del Premio Mormone nel 2025 e nel 2021
La pianista Costanza Principe tre Bach e Cage
Concerti di Schumann e Grieg per la rassegna pianistica ad ora di pranzo
La settimana conclusiva di MITO SettembreMusica 2025 a Milano si apre con due giornate che incarnano appieno lo spirito del festival: il dialogo tra epoche e linguaggi, la riscoperta del repertorio classico attraverso nuove prospettive e il confronto diretto con la musica contemporanea. Tra lunedì 15 e martedì 16 settembre, il pubblico potrà attraversare due secoli di storia musicale, dalle pagine romantiche di Schumann e Grieg alla radicale sperimentazione di Berio e Cage, passando per Bach e Schubert.
Si comincia lunedì 15 settembre, alle ore 13 nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme, con il ciclo Milano MITO d’Europa che prosegue con il Concerto in la minore op. 54 di Robert Schumann, interpretato nella versione a due pianoforti da Gemma Tritto e Volha Karmyzava. Questo lavoro, composto nel 1845 per la moglie Clara, rappresenta una vera rivoluzione nel genere concertistico: non più semplice sfoggio virtuosistico, ma dialogo intimo e serrato tra pianoforte e orchestra. Presentato nella versione per due strumenti a tastiera, il concerto rivela ancora di più la sua struttura cameristica, l’equilibrio tra passione e lirismo, l’alternanza di drammaticità e canto.
In serata, alle ore 20, nella Chiesa di Santa Maria Rossa in Crescenzago, spazio alle vincitrici del Premio Internazionale Antonio Mormone: la violinista olandese Hawijch Elders, che ha conquistato l’edizione 2025, e la pianista cinese Ying Li, premiata nel 2021. Il programma di questo appuntamento in collaborazione con la Fondazione La Società dei Concerti di Milano, alterna virtuosismo e introspezione, classicità e avanguardia.
Si apre con il Recitativo e Scherzo-Capriccio op. 6 di Fritz Kreisler, brano del 1911 che unisce cantabilità e brillantezza tecnica. A seguire la Sequenza VIII per violino solo di Luciano Berio, pagina del 1976 che esplora tutte le possibilità timbriche e dinamiche dello strumento, trasformandolo in un vero laboratorio sonoro e di abilità tecnica, con lo sguardo verso Bach. Si torna a Kreisler, con la celebre Liebesfreud nella trascrizione pianistica di Rachmaninov, seguita dalla Sequenza IV per pianoforte sempre di Berlino naturalmente, scritta nel 1966. Il concerto si conclude con la Sonata in la maggiore op. 162 D 574 “Gran Duo” di Schubert, capolavoro cameristico del 1817 che fonde lirismo melodico e articolazione sinfonica, a testimonianza di come la “rivoluzione” schubertiana consistesse proprio nell’espansione del linguaggio classico verso nuove dimensioni poetiche.
Il giorno successivo, martedì 16 settembre, due legati al pianoforte. Alle ore 13, nella Sala Piccola del Teatro Dal Verme, per Milano MITO d’Europa, Gabriele Buccheri e Volha Karmyzava propongono il Concerto in la minore op. 16 di Edvard Grieg, sempre per due pianoforti. Composto nel 1868 e primo grande successo internazionale del compositore norvegese, il concerto è un manifesto del Romanticismo scandinavo: temi ispirati al folklore, atmosfere paesaggistiche e una scrittura pianistica travolgente. La versione a due pianoforti ne sottolinea la freschezza melodica, restituendo la forza di una musica che seppe dare voce a un’identità nazionale emergente.
In serata, alle ore 20 al Teatro della Quattordicesima, la pianista Costanza Principe affronta un programma che accosta due mondi apparentemente distanti: Johann Sebastian Bach e John Cage. Da un lato il Clavicembalo ben temperato, summa del contrappunto e dell’arte del compositore tedesco scritto nella prima metà del Settecento; dall’altro le Sonate e interludi (1946-48), capolavoro del pianoforte preparato di Cage che fa vibrare lo strumento come un’orchestra di percussioni.
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