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Non è facile dare in poche righe l’idea di un festival che comprende oltre 200 concerti, ma qualche suggestione, qualche linea guida è possibile darla: innanzi tutto ci sono delle coincidenze di calendario. Nel 2012 cade il centocinquantenario della nascita di Claude Debussy e abbiamo deciso di dare una grande importanza a questa ricorrenza. Debussy non è stato solo un grandissimo musicista ma anche colui che ha cambiato il destino della musica, quindi coniugando fascino e profondità abbiamo affidato all’Orchestre National de France diretta da Daniele Gatti i concerti inaugurali in entrambe le città con l’esecuzione dei suoi principali brani sinfonici e allestito una maratona pianistica che comprende gran parte del suo repertorio per pianoforte.
Naturalmente non si vive soltanto di memoria ma anche di presente e quindi dedichiamo quest’anno i nostri ritratti a due importanti compositori viventi, lo spagnolo Luis De Pablo e la finlandese Kaija Saariaho e con loro tanti nostri contemporanei come Giacomo Manzoni, Sylvano Bussotti, Fabio Vacchi, Stefano Gervasoni, Filippo del Corno, Gilberto Bosco, Giulio Castagnoli e novità che emergono dal passato come Il ritorno di Ulisse in patria di Monteverdi e la Messe solemnelle di Berlioz. Quattrocento anni fa moriva in Italia Giovanni Gabrieli, considerato a suo tempo il maestro dei maestri: un compositore al quale daremo grande spazio anche perché ritenuto l’inventore di qualcosa che oggi ascoltiamo tutti i giorni in presenza di un impianto di diffusione stereofonica: la musica che proviene da due fonti battenti, cioè i cori battenti o spezzati, è stata inventata dai maestri veneziani di cui Gabrieli fu il più illustre esponente. Dalla musica antica un salto di molti secoli ci porta alla musica di oggi: da sempre il Festival si propone come modello per nuovi equilibri e proposte, aprendo il suo palinsesto a contributi e generi diversi. Due anime differenti: da una parte la tradizione italiana, con un filone di concerti dedicati alla canzone d’autore e alla musica popolare, per raccontare e valorizzare territori nostrani; dall’altra importanti collaborazioni a livello internazionale, come ad esempio con il Montreux Jazz Festival o l’Università di Harvard, per un importante progetto di musica e tecnologia, che consentiranno al nostro pubblico di confrontarsi con nuove proposte internazionali, incroci di stili ed incontri tra diversi generi. E quindi, nel nostro cartellone, ecco una serie di serate di musica jazz, musica e tecnologia, multimedialità sonore e nomi del pop e rock internazionale, spesso poco conosciuti in Italia e con programmi pensati ad hoc per il Festival. Enzo Restagno
Qui la video-intervista a Enzo Restagno
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