Mito per la sostenibilità

L’edizione di MITO SettembreMusica 2020 sarà un’edizione certamente speciale, obbligata a rispettare le contingenze e organizzata tra molte difficoltà. L’emergenza sanitaria ha avuto un impatto importante nell’organizzazione del Festival che però ha tentato, nonostante tutto, di mantenere uno sguardo attento e responsabile anche verso quelle tematiche, come quelle ambientali, che sono diventate prioritarie oggi per il benessere dei cittadini. Pianificare manifestazioni sostenibili è la risposta vincente per coniugare e armonizzare differenti interessi: ridurre al minimo gli impatti negativi, influenzare concretamente il cambiamento lasciando un’eredità positiva, essere fonte di ispirazione per un modello di gestione più sostenibile, generare risparmi e ritorni economici.

MITO SettembreMusica ha perciò accettato, per l’edizione 2020, la sfida lanciata dalla Città di Torino il cui obiettivo è quello di sviluppare un sistema di gestione sostenibile degli eventi culturali secondo gli standard previsti dalla norma UNI ISO 20121:2013. Nella prospettiva del conseguimento da parte della Città di Torino di questa certificazione, la Fondazione per la Cultura ha svolto, in relazione all’organizzazione del Festival 2020, scelte precise per acquisire buone pratiche e attivare processi virtuosi dei vari stakeholder coinvolti. Le principali azioni che sono state messe in atto spaziano dall’ambito sociale e culturale a quello economico ed ambientale: l’avvicinamento di pubblici differenziati, l’accessibilità fisica ed economica ai concerti, la valorizzazione dei cicli di produzione sostenibile con una forte attenzione al tessuto economico locale, la scelta di fornitori di prossimità laddove possibile così come quella di materiali provenienti da fonti rinnovate e riciclabili e la sensibilizzazione verso le tematiche di sostenibilità. >

Si è trattato di un processo faticoso, svolto in una situazione emergenziale, ma che siamo sicuri potrà garantire un valore aggiunto alla già comprovata qualità del festival.

Nicoletta Arcuri / phlibero