Antonmario Semolini

Antonmario Semolini, senese e figlio d’arte (il padre era violinista) nel corso della sua brillante carriera di flautista è stato dedicatario d’oltre sessanta composizioni e di autorevoli testimonianze tributategli da personalità quali Massimo Mila: «Semolini si pone di prepotenza nelle prime file del flautismo concertistico sulla scia di Gazzelloni». Severino Gazzelloni: «Semolini è un personaggio. Se non ci fosse l’avremmo dovuto inventare», Ugo Nespolo: «Personaggio inquieto, ricco di sfumature, Semolini usa la musica come una carica esplosiva che nella terribile deflagrazione pirotecnica lo coinvolge totalmente e non lo risparmia », Enzo Restagno: «Semolini col suo flauto d’oro suona con una grazia e una morbidezza tali da trasfigurare quei pentagrammi piuttosto anonimi». Negli anni Novanta si converte alla direzione d’orchestra e in tale veste l’illustre collega Giuseppe Sinopoli così lo riassume: «Antonmario è un interprete originale, nervoso e sensibile insieme, con un’avversione per ciò che è solo formale, solo ufficiale, a discapito di un vero interesse per la musica come espressione di vita». Il successo riportato nel 2006 con l’operetta Eine Nacht in Venedig di Johann Strauss Jr. lo accosta a questo seducente mondo del quale è ora uno fra i più autentici divulgatori con il debutto all’attivo di oltre 20 titoli di Piccola Lirica (“spumeggiante”, così è stata recensita la sua interpretazione de Die Fledermaus, il apolavoro di Strauss Jr., nel Teatro Dante Alighieri di Ravenna). La passione di Semolini per questo raffinato genere musicale si compendia nel suo breve aforisma: «l’operetta è un raggio di sole custodito in uno scrigno ricolmo di musica, poesia e sentimento».