Ensemble Akhawat el-Fane el-Assil

Risalente al XVI secolo, la Hadra di Chefchaouen è appannaggio della prestigiosa dinastia sufi dei Bekkaliya. Sotto la direzione spirituale del maestro Sidi Ali Hadj Bekkali, di suo figlio Sidi Mohamed El Hadj, poi di Sidi Ali Berreyssoul e Sidi Yahia Al-Hind, la confraternita Akhawat el-Fane el-Assil ci ha consegnato un’importante eredità di parabole e poemi religiosi, di invocazioni e canti popolari. Una delle personalità preminenti di questa stirpe di maestri spirituali è la santa Cherifa Lalla Hiba Bekkaliya, appartenente alla zawiya (luogo di riunione di una confraternita) Bekkaliya del villaggio di Douar Haraïk, situato nel territorio della tribù di Ghzaoua. È considerata la capostipite della Hadra delle donne di Chefchaouen, la cui pratica si è conservata senza interruzioni fino ai giorni nostri. Di una bellezza fiabesca, questa manifestazione è oggi in pieno sviluppo grazie alla determinazione di una carismatica madre di famiglia, Rahoum Bekkali, attuale depositaria di questa eredità. Figlia di uno sceicco, è diplomata in musica araboandalusa (canto e oud), il che la porta a curare particolarmente l’aspetto estetico di questa arte spirituale. In questa prospettiva, trasmette regolarmente il suo insegnamento a un gruppo di giovani donne della regione di Chefchaouen, che ha chiamato Akhawat el-Fane el-Assil, le “sorelle dell’arte tradizionale”. Tutte nubili, tra i 15 e i 22 anni (a eccezione di Rahoum), le ragazze si riuniscono tre volte la settimana per esercitarsi in questa Hadra esclusivamente femminile. Secondo Rahoun, queste riunioni sono al tempo stesso Hadra propriamente dette e prove in vista delle occasionali rappresentazioni. Rahoun ha cura di precisare che non si esibiscono mai ai matrimoni, ilcui ambiente troppo profano non si addice al loro repertorio, ma hannocomunque partecipato a diversi festival, in Marocco (Festival di musica sacra di Fès, Notti del Mediterraneo a Tangeri, Festival Mawazine diRabat) e all’estero, ad esempio all’Istituto del Mondo Arabo di Parigi. L’ensemble Akhawatel-Fane el-Assil si dedica a preservare questo anticoretaggio del sufismo e delle tradizioni popolari, aggiungendovi creativitàe originalità. Le parole dei canti sono poemi in lingua araba che provengonosia dalla tradizione famigliare dei Bekkali, sia dal repertorio sufi dei canti del Sama’a, composti da maestri della tradizione arabo andalusa come Ali al-Halabi, Abu Mohammed al-Harraq o al-Shushatri. In occasione della Hadra, le cantanti sono abbigliate con il costume tradizionedelle feste femminili del Rif. Alcune sono sedute a terra in semicerchio,alcune suonano diversi tamburi (bendir, darbuka, tabl, tar, ta’rija);le altre stanno in piedi e cantano battendo le mani, dondolandosi intutte le direzioni secondo le tecniche di trance, lievemente stilizzate,della Hadra delle donne. La solista (munshida) Sana Kallouche, dotata diuna splendida voce, cesella a meraviglia l’ornamentazione delle melodie,sostenute da un coro femminile omogeneo. A volte canta da sola o discretamente accompagnata all’oud da Rahoum Bekkali. La Hadra delle donne di Chefchaouen affascina tanto per i suoi testi poeticie le sue melodie quanto per la bellezza della sua forma plastica e coreografica. Da un inizio lesto e maestoso, la Hadra introduce progressivamente dei movimenti ritmici che acquistano man mano vivacità conle percussioni e lo zaghrudah [grido tipico delle donne arabe] delle ragazze, per raggiungere il suo apogeo con una sorta di estasi, che ne costituisce l’essenza.