Cristina Branco

Sofferenza, malinconia e impotenza di fronte al destino sono le emozioni che il pubblico si aspetta quando ascolta il fado. La sua lunga tradizione ha inventato alcune “formule” musicali per dare voce a questi sentimenti la cui continua ripetizione senza variazioni ha portato infine all’estinzione di questo tesoro espressivo, al suo inevitabile svuotamento emotivo, facendo eclissare i testi poetici delle canzoni. Cristina Branco ha scelto un’altra strada. Non ha rotto con la tradizione ma, preservando il meglio di questa, ha usato la sua interpretazione autentica per rivitalizzare il fado, combinando tradizione e innovazione. Con la sua voce affascinante ha cercato di fondere le parole con la musica del fado rendendole inseparabili le une dalle altre. Cristina Branco, nata nel 1972, è cresciuta nelle case del fado di Lisbona. Come molte giovani dopo la rivoluzione del 1974 non pensava di essere predestinata a questa musica: era interessata a folk, jazz, blues, bossa nova ma non al fado, che considerava un genere di un’altra generazione. Questo fino al suo diciottesimo compleanno quando il nonno le regala l’album Rara e Inédita di Amália Rodrigues. Immediatamente Cristina scopre tutte le emozioni che il fado suscita e le forti connessioni che genera tra voce, poesia e musica. Inizia quasi per gioco a cantare mentre studia per diventare giornalista e piano piano inizia a prendere seriamente la sua vocazione. Nell’album Com que voz, Cristina Branco esegue fados tradizionali di Amália Rodrigues intercalati da sonetti di Luis Vaz de Camões, creando una fusione magistrale con la musica contemporanea. Nel 2009 è uscito Kronos, 14 nuovi brani che hanno come tema principale il tempo, composti da maestri del genere tra cui José Mario Branco, Sergio Godinho, Jorge Palma, Rui Veloso, Carlos Te e Ricardo Dias; segue Fado Tango, un disco che parte da Buenos Aires e si dirige verso la Ville Lumière, con fermata obbligatoria a Lisbona.
http://www.cristinabranco.com/